giovedì 30 ottobre 2008
Iniziative INSMLI / Grosseto, volontari toscani nelle Brigate internazionali
martedì 28 ottobre 2008
Didattica / Torino, Terrorismo tra storia e memorie
CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
Percorso di approfondimento per docenti e studenti
Aderendo allo spirito e alle finalità della recente legge nazionale 4 maggio 2007 n. 56, che istituisce il “Giorno della Memoria” per ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi in Italia e nel mondo, il Consiglio regionale del Piemonte, attraverso il Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, organo consultivo del Consiglio medesimo, e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte promuovono, per l’anno scolastico 2008/2009, un percorso di approfondimento rivolto agli insegnanti ed agli studenti delle scuole superiori di II grado del Piemonte, dal titolo “Il terrorismo in Italia tra storia e memorie”.
Fare conoscere alle generazioni più giovani gli eventi drammatici della stagione terroristica, tutelando nel contempo la memoria delle vittime, appare un impegno inderogabile per le istituzioni e per la scuola.
Il percorso, che si articolerà in tre diverse fasi e si concluderà nel mese di febbraio 2009 con una grande assemblea pubblica regionale delle scuole, inviterà insegnanti prima e studenti poi a rileggere le pagine di una vicenda storica cruciale, la cui conoscenza costituisce un tassello imprescindibile per garantire e rafforzare la democrazia e la libertà nel nostro paese.
La prima fase prevede un seminario rivolto ai docenti sul tema della storia e della memoria del terrorismo italiano in Piemonte, che si svolgerà dalle 15.00 alle 18.30 nelle due seguenti date:
- mercoledì 29 ottobre, presso l’Aula del Consiglio Regionale, via Alfieri 15 – Torino;
- mercoledì 5 novembre, presso l’Aula magna dell’ITIS Avogadro, corso San Maurizio 8 – Torino.
Interverranno, in qualità di relatori, gli storici Marco Brunazzi e Claudio Vercelli, il magistrato Maurizio Laudi, il giornalista Luciano Borghesan e Roberto Della Rocca, esponente dell’Associazione italiana vittime del terrorismo.
La seconda e la terza fase prevedono, a partire dal mese di novembre, un modulo didattico, articolato in un intervento formativo da tenersi nelle classi interessate su richiesta degli insegnanti partecipanti al seminario, e un incontro pubblico, da tenersi a Torino, nell’ambito del ciclo “Filo Diretto” organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte, di presentazione di alcune novità editoriali sul terrorismo in Italia.
Il trascorrere del tempo non avviene invano. La distanza sempre meno ravvicinata dai fatti rende non solo plausibile ma ancora più necessaria la loro comprensione dentro un disegno interpretativo in grado di rendere esplicabile la complessità dei trascorsi storici. Confrontarsi con le pagine della storia repubblicana, anche le più sofferte e inquietanti, è parte integrante del percorso di formazione alla cittadinanza che coinvolge ogni persona, tanto più i giovani. In tale senso il Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, organismo consultivo del Consiglio Regionale del Piemonte, intende proporre un percorso di studio e riflessione sulla storia e sulle memorie del terrorismo italiano. Da trent’anni il Comitato è presente nelle scuole piemontesi a vario titolo ma soprattutto attraverso il suo concorso annuale, una selezioni di temi da sviluppare in elaborati scritti, volto allo studio delle vicende più significative della storia contemporanea. Per l’anno scolastico 2008-2009 tra le tracce offerte all’attenzione dei docenti e degli studenti ne è stata inserita una specificamente dedicata al terrorismo. È opinione condivisa che sia giunto il momento di affrontare la questione in sé, sia come fenomeno storico, e per questo consegnata alla riflessione sul passato, sia come memoria attiva, proiettata nelle dinamiche del presente. Si tratta di tenere insieme uno spassionato ragionamento di natura più prettamente storiografico con la comprensione e la valutazione degli eventi anche da un punto di vista civile ed etico. Per raggiungere questi risultati, poiché la proposta è avanzate a tutte le scuole medie superiori del Piemonte, il Comitato ritiene che sia necessario garantire a quanti intendano sviluppare lo spunto di riflessione e lavoro costituito dalla proposta di elaborato scritto un insieme di strumenti di supporto e sostegno, per meglio inquadrare, anche didatticamente, il complesso fenomeno dell’eversione terroristica.
Il complesso di iniziative, che si terranno tra il mese di ottobre del 2008 e il febbraio 2009, sarà così articolato:
a) un seminario di formazione e aggiornamento per docenti delle scuole medie superiori della Regione, sul tema della storia e della memoria del terrorismo italiano in Piemonte, già fissato per mercoledì 29 ottobre, con inizio alle ore 15, presso l’aula del Consiglio Regionale del Piemonte, in via Alfieri 15 a Torino.
È garantita la partecipazione dei seguenti relatori:
· Marco Brunazzi (storico), Il terrorismo italiano tra gli anni sessanta e ottanta. Un breve inquadramento storico
· Claudio Vercelli (storico), La Regione Piemonte di fronte alla violenza terroristica
· Maurizio Laudi (magistrato), Il terrorismo e la risposta giudiziaria
· Luciano Borghesan (giornalista), Anni di piombo. Giornalisti e lotta armata
· Roberto Della Rocca (Associazione italiana vittime del terrorismo), Dalla parte delle vittime
Al pluralismo delle voci si affiancherà così anche la pluralità di approcci e di valutazioni di fatto riguardo alla stagione terroristica in Italia tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Coordinatore del seminario e delle attività didattiche è Claudio Vercelli, afferente all’Istituto di studi storici Salvemini, in via Vanchiglia 3, 10124 Torino, telefono e fax 011.835223. L’indirizzo e-mail è vercelli@istitutosalvemini.it.
Ad ogni frequentante verrà consegnata una cartellina contenente materiali di accompagnamento al seminario, utilizzabili poi in classe per indirizzare gli studenti nel lavoro di redazione dell’elaborato scritto. Il seminario verrà reiterato per i docenti che non avessero potuto partecipare al primo incontro, nelle medesime modalità mercoledì 5 novembre, con lo stesso orario presso l’Aula magna dell’ITIS Avogadro di Torino. Il coordinamento organizzativo dell’intera iniziativa avviene con la sinergia tra il Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, organo dell’Assemblea legislativa regionale, e l’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
b) A Seminario realizzato sarà disponibile, previa richiesta da parte degli insegnanti, un modulo didattico da utilizzare nelle classi consistente nell’intervento di un relatore che per due ore scolastiche complessive, in consecutiva, definirà la natura del fenomeno terroristico in Italia e in Piemonte. Tale intervento sarà realizzato con l’ausilio di immagini in diapositiva proiettate attraverso un programma in power point. I referenti organizzativi per fruire di tale servizio fanno capo agli uffici del Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, del quale si possono trovare recapiti alla url http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/org_cons/resistenza/index.htm.
c) Nel mese di novembre, in data da definire, si terrà un incontro di Filo Diretto, abituale occasione di riflessione sulle novità uscite in libreria riguardo agli argomenti di storia contemporanea, dedicato espressamente ad uno o più testi sul terrorismo di recente pubblicazione. I volumi indicati sono quelli di Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là (Milano, 2007) e di Andrea Casalegno, L’attentato (Milano, 2008).
d) Per febbraio del 2009 si terrà l’evento conclusivo, una assemblea regionale delle scuole sul tema del terrorismo presieduta dal Vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Roberto Placido, con la partecipazione di insigni correlatori.
Si allega all’uopo la traccia del tema in concorso per l’anno scolastico 2008-2009
Il terrorismo ha infiammato la storia recente del nostro paese. Non a caso si è parlato d’essa come di «anni di piombo». A distanza di quasi trent’anni da quei fatti, e in uno scenario nazionale e internazionale profondamente mutato, è forse maturato il tempo per formulare giudizi sereni e sufficientemente ragionati. Al di là delle singole vicende si consideri l’intera parabola storica del terrorismo italiano per definire:
1. il significato e il peso nell’evoluzione politica dell’Italia repubblicana di quella tragica stagione di sangue.
2. il ruolo delle vittime e dei loro famigliari e la rilevanza della violenza subita nella memoria collettiva;
3. l’esperienza peculiare del Piemonte e la risposta delle istituzioni e della società civile.
BIBLIOGRAFIA
Nicola Tranfaglia, Un capitolo del «doppio stato». La stagione delle stragi e dei terrorismi, in Storia dell’Italia repubblicana, Volume terzo, L’Italia nella crisi mondiale. L’ultimo ventennio, tomo 2, Istituzioni, politiche, culture, Einaudi, Torino 1999.
Diego Novelli, Vite sospese: le generazioni del terrorismo, Garzanti, Milano 1988 (ora Baldini, Castoldi Dalai, Milano 2007).
Giorgio Galli, Storia del partito armato, Rizzoli, Milano 1986 (poi edizioni Kaos, Milano 1993).
Giovanni Bianconi, A mano armata: vita violenta di Giusta Fioravanti, terrorista neo-fascista quasi per caso, Baldini e Castoldi, Milano 1996.
Giovanni Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle Brigate Rosse, Einaudi, Torino 2003.
Donatella Della Porta (a cura di), Terrorismi in Italia, il Mulino, Bologna 1984.
Associazione italiana vittime del terrorismo, Terrorismo e memoria storica : vent'anni di solitudine il terrorismo e le sue vittime: atti del convegno, Consiglio regionale del Piemonte, Torino 1999.
Carlo Marletti (e altri), Anni di piombo. Il Piemonte e Torino alla prova del terrorismo, Rubbettino, Soveria Mannelli 2004.
Luigi Bonanate, Terrorismo internazionale, Giunti, Firenze 2001.
lunedì 27 ottobre 2008
Iniziative Italia / Catania-Ragusa, leggi razziali e diritto
Facoltà di Giurisprudenza
Dipartimento Seminario Giuridico
Razza Diritto Esperienze
A settant’anni dalle leggi razziali
29 - 31 Ottobre 2008
Catania - Ragusa
CATANIA: Facoltà di Lettere Auditorium "G. De Carlo"
Rettorato Aula Magna
Facoltà di Giurisprudenza Aula Magna
RAGUSA:Camera di Commercio Auditorium
Mercoledì 29 ottobre - ore 15.30
Facoltà di Lettere e Filosofia, Monastero dei Benedettini, Auditorium "G. De Carlo"
Indirizzi di saluto
Presiede Laurent Mayali (Univ. of California, Berkeley)
Michael Stolleis (Max Planck Institut für europäische Rechtsgeschichte e Univ. Frankfurt a. Main), Comprendere l'incomprensibile. L'Olocausto e la storia del diritto;
Aldo Mazzacane (Univ. Napoli "Federico II"), Una questione controversa a proposito delle leggi razziali.Genesi autoctona o convenienze politiche di importazione?;
Alessandro Somma (Univ. Ferrara), «Coincidenza di assoluta spontaneità di vedute». Razza e diritto all'ombra dell'Asse culturale Roma-Berlino;
Giovedì 30 ottobre - ore 9.00
Facoltà di Giurisprudenza, Aula Magna
Presiede Michael Stolleis(Max Planck Institut für europäische Rechtsgeschichte e Univ. Frankfurt a. Main)
Paolo Cappellini (Univ. Firenze), Razzismo totalitario? Un percorso 'giuridico' di riflessione;
Paolo Caretti (Univ. Firenze), Il corpus della legislazione razziale del 1938;
Ferdinando Treggiari (Univ. Perugia), Legislazione razziale e codice civile: un'indagine stratigrafica;
Giovedì 30 ottobre - ore 15.30
Rettorato, Aula Magna
Presiede Rosario Mangiameli (Univ. Catania)
Silvia Falconieri (Univ. Napoli "Federico II" e Goethe Univ. Frankfurt a. Main), Tra «silenzio» e «militanza». La legislazione antiebraica nelle riviste giuridiche italiane (1938-1943);
Ruggero Taradel (Univ. of Washington, Seattle, WA., USA), La Santa Sede e le leggi razziali in Italia e in Europa;
Antonella Meniconi (Univ. Roma Sapienza), Il mondo degli avvocati e le leggi antiebraiche;
Venerdì 31 ottobre - ore 9.00
Camera di Commercio, Auditorium, RAGUSA
Presiede Angelo D’Orsi(Univ. Torino)
Silvano Di Salvo (Corte dei Conti), Risarcire gli ebrei. Leggi razziali e Costituzione nelle decisioni dei giudici (1956-2008);
Michele Sarfatti (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano), Le vicende della spoliazione degli ebrei: la relazione Anselmi (2001);
Conclusioni: Angelo D’Orsi(Univ. Torino)
Laurent Mayali (Univ. of California, Berkeley).
Le leggi del 1938.
Nel cuore della civilissima Europa, nel secolo XX, il legislatore ha limitato la capacità giuridica dei cittadini in base alla loro appartenenza ad una razza–religione e ha prodotto un articolato corpus di norme che conduceva al compiuto e perfetto isolamento – ancor prima che all’annientamento della vita – dei membri della minoranza ebraica; lo stato ha messo in moto una complessa e invasiva macchina amministrativa per attuare tale legislazione; l’opinione pubblica, adeguatamente preparata da un’attenta e ben orchestrata campagna di stampa, ha accolto nella sua larga maggioranza le novità legislative con acquiescenza cinica, opportunistica, timorosa, convinta o anche solo conformista. Quanto è successo in quegli anni è un elemento costitutivo della nostra identità di italiani ed europei.
Da qui nasce l’idea di un incontro di studio, intitolato «Razza Diritto Esperienze. A settant’anni dalle leggi razziali» da tenersi a Catania tra il 29 e il 31 ottobre del 2008.
La legge del 20 luglio 2000, n. 211, istituisce il Giorno della memoria — al fine di «ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» — in modo da «conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».
Purtroppo non basta conservare la memoria di avvenimenti tragici per evitare che essi si ripetano e, inoltre, l’istituzionalizzazione del giorno della memoria con l’inevitabile conseguente retorica può condurre in alcuni casi a fenomeni di “rigetto”. All’Università spetta il compito, nell’ambito della sua funzione precipua, la ricerca e la crescita civile della comunità in cui opera, al di là di ogni retorica, di assicurare occasioni di riflessione.
Nel 2001 così Tina Anselmi — Presidente della Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati — scrive nella Presentazione del Rapporto della stessa Commissione: «… Nessuna storia saprà raccontare ciò che uomini e donne hanno vissuto quotidianamente con il conseguente peso d’angoscia, di umiliazione e di miseria. Certamente è questo il debito che si deve pagare, che è stato pagato in tutte le guerre e di cui molti hanno sofferto. Ma nel nostro caso ciò è avvenuto in attuazione di leggi e di regolamenti discriminatori che hanno violentemente isolato una parte della nostra popolazione per il solo fatto della loro nascita».
Con Arturo Carlo Jemolo, non crediamo che l’agire bene possa sbocciare da un istinto buono, e non da una legge razionale, e siamo, altresì, consapevoli che la vita morale non si può ridurre a formule, paiano esse le più sicure, e che l’infinita varietà, la complessità della vita, non consente di arginare l’agire dentro formule. Ma non il diritto, e neppure il giurista, nell’Italia razzista del 1938 e degli anni seguenti riuscirono a salvare l’umanità sofferente degli ebrei. Certamente alcuni giuristi e alcuni giudici impegnarono tutta la loro capacità interpretativa e sperimentarono strategie discorsive per limitare il più possibile gli effetti della legislazione antisemita, ma solo il generoso, antiretorico e silenzioso eroismo dei giusti soccorse i perseguitati. La dolorosa e scandalosa esperienza della legislazione razziale ci ammonisce a riflettere sul diritto e sulla legge: i due lembi di una ferita sempre aperta.
Ulteriori e più dettagliate informazioni sono disponibili a questo indirizzo.
Iniziative Italia / Socialisti italiani e francesi
via Borgogna 3, Milano
martedì 28 ottobre 2008 ore 18
Presentazione del libro
ALLA PROVA DEL FUOCO
I socialisti francesi e italiani di fronte alla prima guerra mondiale (1911 – 1916)
di Francesca Canale Cama
(Guida Editore)
Presentano il libro: Barbara Bracco, Giovanni Scirocco, Alceo Riosa;
Intervengono: Antonio De Francesco, Luigi Mascilli Migliorini, Valeria Sgambati.
Sarà presente l’Autrice.
giovedì 23 ottobre 2008
Iniziative Sardegna / Nuoro, Gramsci ritrovato
tra Cirese e i Cultural Studies
Seminario di studio
Nuoro, Auditorium del Museo Etnografico,
24 ottobre ore 16 - 25 ottobre ore 13
A testo laico, intervento inedito di Mario Alberto Cirese, grande maestro antropologo di casa in Sardegna, occasionato da una riflessione sul suo pensiero contenuta nel libro di Giorgio Baratta Antonio Gramsci in contrappunto (Carocci, Roma, 2007), è all’origine del seminario di studio organizzato dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico in collaborazione con la rete associativa “Terra Gramsci” e la rivista “Lares”, diretta da Pietro Clemente. Il titolo del seminario riprende quello di una giornata di studi, promossa dallo stesso Clemente, tenutasi presso lo Isre lo scorso anno.
Un allievo ben noto di Cirese, come Giulio Angioni, uno scrittore famoso come Salvatore Mannuzzu, una studiosa viennese di “studi culturali”, autrice del recentissimo “Sardegna: un’isola nel dialogo”, come Birgit Wagner, saranno, assieme a Baratta e Clemente, i primi interlocutori di Cirese in due tornate di studio che si preannunciano intense e stimolanti. Le proiezioni di un’intervista con Cirese, presentata da Eugenio Testa, e di un dialogo Gramsci-Mannuzzu, a cura di Massimiliano Bomba, completano il programma.
“Gramsci ritrovato” indica il ritorno del grande isolano nella sua Terra, che ha caratterizzato le celebrazioni del 2007. “Tra Cirese e i cultural studies” sottolinea la necessità, espressa da Baratta, di un dialogo tra una grande stagione dell’antropologia culturale italiana e l’attuale fortuna internazionale degli studi gramsciani. L’opportunità di un tale contrappunto sta nel fatto che gli studi culturali/postcoloniali/subalterni diffusi nel mondo, ricchissimi di riferimenti a Gramsci, come dimostrano grandi intellettuali quali il defunto americano-palestinese Edward Said e
il vivacissimo giamaicano-britannico Stuart Hall, denunciano una carenza di “filologia vivente” dei testi gramsciani, ciò di cui Cirese ha fornito negli anni Settanta ed Ottanta una lezione straordinaria. La sfida del seminario, che verrà aperto e concluso da Clemente, è che non di sola filologia è portatore il pensiero di Cirese, ma di una singolare anticipazione di tendenze in atto nel quadro di una dimensione nazionale-internazionale, posteurocentrica, “contrappuntistica” nel senso di Said, che motivano la freschezza di approccio con cui ci sta oggi nuovamente avvicinando (anche in Sardegna) al “mondo di Gramsci”.
ISTITUTO SUPERIORE REGIONALE ETNOGRAFICO
in collaborazione con
TERRA GRAMSCILARES
presenta
GRAMSCI RITROVATO
tra Cirese e i Cultural Studies
seminario di studio
Nuoro – Isre
24-25 ottobre
venerdì 24 ottobre ore 16.00
Pietro Clemente, Presentazione
Alberto Mario Cirese, L’eredità
Giulio Angioni e Antonio Deias, interventi
dibattito
Sabato 25 ottobre, ore 9.00
Giorgio Baratta, Passato e presente
Salvatore Mannuzzu e Birgit Wagner, interventi
dibattito
Pietro Clemente, Conclusioni
Venerdì 24 ottobre ore 19.30
Proiezione di
Conversazioni con Alberto Mario Cirese
di Riccardo Putti ed Eugenio Testa
Terra Musica
Testi musicali da Antonio Gramsci e Salvatore Mannuzzu, a cura di Giorgio Baratta e Silvia Schiavoni. Musiche di Giancarlo Schiaffini
Iniziative Italia / Torino, Milano
il CSI Piemonte col patrocinio di Provincia e Città di Torino
presentano il volume di
Emilio Jona, Sergio Liberovici, Franco Castelli, Alberto Lovatto,
Le ciminiere non fanno più fumo
Canti e memorie degli operai torinesi,
edito con il contributo dell’Isral di Alessandria..
Ne discutono con gli autori
Gian Luigi Beccaria, Professore di Storia della Lingua italiana, Università di Torino;
Marco Revelli, Professore di Scienza politica, Università del Piemonte Orientale;
Paolo Gallarati, Professore di Drammaturgia musicale, Università di Torino.
Propone un repertorio di canti operai il CORO BAJOLESE diretto da Amerigo Vigliermo.
LA GRANDE GUERRA
Il fronte alpino, la società, la memoria storica
23-24 Ottobre 2008
Palazzo della Regione Lombardia Milano
Qui si può scaricare il programma del convegno
venerdì 17 ottobre 2008
Iniziative INSMLI / Novara, Memoriale delal Grande guerra
e il Centro Novarese di Studi Letterari
con il patrocinio della Regione Piemonte e della Fondazione BPN per il Territorio
in occasione del novantesimo anniversario della prima guerra mondiale
sono lieti di invitare la S.V. alla presentazione del libro
Memoriale inedito della Grande Guerra
di Giuseppe Cuzzoni
a cura di Roberto Leggero
(Interlinea)
che si terrà
Venerdì 17 ottobre alle ore 17
nella sala M. Bonfantini dell’Istituto storico “P. Fornara” ,
a Novara in corso Cavour 15 (secondo piano)
Introdurranno il curatore del libro Roberto Leggero
il direttore dell’Istituto Mauro Begozzi
e il presidente del Centro Roberto Cicala.
Questo libro riporta alla luce un documento di eccezionale valore per la vita quotidiana durante la prima guerra mondiale: è il diario redatto da un soldato italiano, novarese, che può assumere un grande interesse documentario e culturale, anche per un pubblico di giovani, soprattutto in occasione dell’attuale novantesimo anniversario della fine della Grande Guerra (1918). Scrive il curatore: «Affermare che si sa già tutto, che non è interessante la testimonianza d’occasione di chi, come Carlo Cuzzoni, restò silenzioso per tutto il resto della sua lunga vita, significa non comprendere che ascoltare i testimoni oculari restituisce loro dignità e consente al lettore di avanzare nella conoscenza di se stesso».
Giuseppe Cuzzoni. Nato a Grumello al Monte (Bg) il 21 agosto 1896, Giuseppe Cuzzoni si trasferisce ben presto a Mortara al seguito della famiglia. Qui il padre di Giuseppe, Ercole, è stato nominato direttore del consorzio agrario. Solo tre dei sei figli dei coniugi Cuzzoni sopravvivono Maria, Cesare e Giuseppe, mentre altri tre morirono in tenera età. Dopo i primi studi Giuseppe si iscrive ai corsi dell’Istituto Tecnico Mossotti di Novara dove, nel frattempo, la famiglia si è trasferita. Immediatamente dopo il diploma, cioè nel febbraio del 1915, Giuseppe trova impiego presso la Banca Popolare di Novara. Proprio in quell’anno, tuttavia, la classe 1896 viene chiamata alla leva e, il 25 novembre, il diciannovenne Giuseppe parte per Modena per frequentare il corso allievi ufficiali di fanteria; verrà smobilitato cinque anni dopo, il 15 maggio del 1920 dopo 54 mesi di ferma. La sua esperienza di guerra viene descritta nel Memoriale 1915-1918 che, nonostante il titolo, copre un arco temporale un po’ più ampio. Il Memoriale, composto probabilmente nel 1923, rimane inedito e conservato con grande discrezione. La stessa figlia di Giuseppe, Elena, pur essendo a conoscenza dell’esistenza di due quaderni nei quali il padre aveva raccontato la sua esperienza (in forma di “diario” nel primo e come “impressioni liriche” nel secondo), poté leggerli solo poco tempo prima della morte del genitore. Ritornato alla vita civile il tenente Cuzzoni ottiene il suo vecchio impiego presso la Banca Popolare che aveva potuto svolgere solo per pochi mesi nel 1915. Nel 1923, dopo aver frequentato un corso di aggiornamento, Cuzzoni ottiene la promozione a capitano. Nel 1924 si sposa con Maria Rosa Bianchi dalla quale ha due figli, Massimo ed Elena. Durante il periodo fascista Giuseppe Cuzzoni, secondo la testimonianza della figlia, rimane appartato; pur essendo iscritto all’U.N.U.C.I., e pur partecipando assiduamente in divisa da ufficiale dell’esercito alle celebrazioni del 4 novembre, viene richiamato dalle autorità per le sue ripetute assenze al “sabato fascista”. Allo scoppio della guerra viene dichiarato “personale indispensabile” dalla Banca Popolare, cosa che gli consentirà di evitare un nuovo periodo di servizio. Giuseppe Cuzzoni svolgerà per molti anni una attività di volontariato presso la società di San Vincenzo in un periodo nel quale era rara la presenza maschile nelle file dell’associazionismo caritativo cattolico. Nel 1958 ottiene il pensionamento e da allora in poi si dedicherà alla lettura e alla musica classica (la passione per il pianoforte viene ricordata anche nel Memoriale). Nel secondo dopoguerra Giuseppe volle ritornare a vedere i luoghi dove era stato ferito, riportandone un’impressione molto viva. Insignito dei titoli di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana e di Cavaliere di Vittorio Veneto, Giuseppe Cuzzoni muore a Novara 22 dicembre 2001.
www.interlinea.com www.isrn.it
mercoledì 15 ottobre 2008
Iniziative INSMLI / Modena, razzismo nell'Italia imperiale
L’Italia, l’impero, il razzismo
Conversazione con
Angelo Del Boca
storico, autore di: A un passo dalla forca. Atrocità e infamie dell’occupazione italiana della Libia nelle memorie del patriota Mohamed Fekini (Baldini e Castoldi, 2007)
Carlo Lucarelli
Scrittore, autore de: L’ ottava vibrazione (Einaudi, 2008)
Introduce
Giuliano Albarani - Presidente dell’Istituto storico di Modena
Giovedì 16 ottobre 2008 Ore 18
Biblioteca Delfini Corso Canalgrande 103, Modena
Info: www.istitutostorico.com - tel. 059.24.23.77
www.fondazionefossoli.org - tel. 059.68.82.72
martedì 14 ottobre 2008
Iniziative INSMLI / Trento, dimenticati della Grande guerra
di Quinto Antonelli
(Trento, il Margine, 2008)
Mercoledì 15 ottobre 2008, ore 20.00
presso le «Gallerie» di Piedicastello (Galleria bianca) - Trento
Interverranno con l'Autore:
Giuseppe Ferrandi, direttore generale della Fondazione Museo storico del Trentino
Diego Leoni, storico
Il gruppo, nato nel 1999 come Associazione culturale per progetti musicali interculturali (in collaborazione con musicisti delle minoranze trentine, europee e di area balcanica) pone particolare attenzione al repertorio klezmer e tziagano e alla valorizzazione della tradizione musicale trentina
***
Il libro
Nel clima nazionalistico che seguì la Grande Guerra venne subito rimosso il fatto che 55.000 trentini (e con loro migliaia di giuliani), sudditi di Francesco Giuseppe, avevano combattuto «dalla parte sbagliata», ovvero con la divisa austriaca. Così la memoria dei sanguinosi combattimenti che questi «italiani d’Austria» dovettero affrontare sul fronte russo, delle micidiali prigionie in Siberia, delle interminabili strade del ritorno per i più fortunati e, soprattutto, degli oltre 10.500 caduti venne cancellata dal discorso pubblico e rimase a lungo confinata nelle famiglie e in una sorta di mormorio catacombale. Attingendo a più di 100 diari di soldati trentini e mettendo in primo piano le loro parole, Quinto Antonelli ricostruisce per la prima volta, in modo completo e originale, la Grande Guerra dal punto di vista di questi «dimenticati», troppo austriaci per gli italiani e troppo italiani per gli austriaci. E doppiamente dimenticati, anche perché «poveri cristi», co ntadini strappati alla famiglia e alla terra e mandati a patire, uccidere, morire; e poi ignorati dalle eroiche narrazioni e dai libri di scuola.
Questo libro aggiunge finalmente una pagina di verità che mancava alla storia della Prima guerra mondiale.
L’autore
Quinto Antonelli è ricercatore presso la Fondazione Museo storico del Trentino. E’ stato tra i fondatori della rivista storica «Materiali di lavoro» e dell’Archivio della scrittura popolare di cui ora è responsabile. Si occupa delle forme autobiografiche della gente comune, dei processi di alfabetizzazione, della storia culturale della Grande Guerra. In questo ambito ha curato diverse pubblicazioni.
Informazioni:
Fondazione Museo storico del Trentino
via Torre d'Augusto 35-41
38100 Trento
Tel. 0461 230482
Fax 0461 237418
info@museostorico.it
http://www.museostorico.it/
domenica 12 ottobre 2008
Miracolo a Sant'Anna: un comunicato delle Associazioni e del Comune di Stazzema
martedì 7 ottobre 2008
Iniziative Sardegna / Cagliari, Nuoro, La Maddalena: Divisione Partigiana Garibaldi
BICENTENARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE GARIBALDI
65° Anniversario della Costituzione della Divisione Italiana Partigiana "Giuseppe Garibaldi
L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE VETERANI E REDUCI GARIBALDINI
presenta il libro
Per la libertà dei Popoli. Memorie Garibaldine
La Divisione Italiana Partigiana Garibaldi attraverso le testimonianze e i diari dei suoi militari
a cura di Sergio GORETTI, Sandrino Luigi MARRA e Paola FIORETTI
(Collana "Quaderni di CAMICIA ROSSA")
Seguirà la proiezione del filmato Alpini e Fanti in Jugoslavia sulle vicende della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi.
Interverranno i Curatori
CAGLIARI - 9 OTTOBRE 2008
Salone Società Operaia di Mutuo Soccorso (via XX Settembre, 80) - ore 16.30
Partecipano
Eugenio Orrù - Direttore Istituto Gramsci della Sardegna
Aldo Borghesi - Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia
Maurizio Orrù - Segr. Regionale Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti - Sardegna
Coordina: Antonello Tedde - Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini - Sardegna
NUORO - 10 OTTOBRE 2008
Auditorium Biblioteca "S. Satta" (piazza Asproni) - ore 17.30
Partecipa: Simone Sechi - Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia
Coordina: Antonello Tedde - Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini - Sardegna
LA MADDALENA - 11 OTTOBRE 2008
Salone Consiliare - ore 11.00
Partecipano
Carlo Bortoletto - Presidente Nazionale ANVRG
Gian Vincenzo Belli - Assessore alla Cultura del Comune di La Maddalena
Giuseppe Bonanno - Presidente del Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena
Coordina: Gianluca Moro - Presidente ANVRG di La Maddalena
lunedì 6 ottobre 2008
Iniziative INSMLI / Paolini legge Pauline

di Giovanni De Martis
da un'idea di Giovanni De Martis e Mario Paolini
martedì 7 ottobre - Trieste, Teatro all'interno dell'ex ospedale psichiatrico
giovedì 9 ottobre - Milano, Teatro all'interno dell'ex ospedale psichiatrico P.Pini (via Ippocrate 45, 20161 MI)
Gli spettacoli iniziano verso le 21.
Pauline Kneissler, infermiera, classe 1900 non rappresentò la banalità del male di un burocrate dello sterminio seduto dietro il suo tavolo. Pauline fu il male convinta di essere - fino in fondo - il bene.
Dal filo della vita di Pauline si dipana una storia che ha al centro la vicenda dello sterminio di decine di migliaia di uomini, donne e bambini disabili nella Germania nazista. Una tragedia che non ha nulla di irripetibile perché il tema del nostro rapporto di normodotati con la diversità dei disabili è tutto da sciogliere. Tra l'estremo atto di crudeltà nazista e il nostro disagio di fronte alla disabilità dell'altro sta una differenza enorme ma anche la possibilità di rifiutare e il rifiuto è il primo atto che nega l'esistenza dell'altro.
Si tratta di un monologo in forma di riflessione su quanto accadde e sui meccanismi che fanno sì che l'intolleranza divenga un atteggiamento socialmente accettabile e per questo scusabile se non apertamente condivisibile da una società che per non riconoscersi malata si accanisce sui più deboli.
Il testo si basa su di un lavoro che si è protratto per alcuni anni frutto dell'incontro tra Mario Paolini che nel mondo della disabilità opera e Giovanni De Martis che si occupa della storia del progetto di annientamento nazista attraverso l'Associazione di Studi Storici "Olokaustos".
SITO DELL'ASSOCIAZIONE OLOKAUSTOS
mercoledì 1 ottobre 2008
Iniziative Sassari / Autori DOC
